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6.1.15

Il fior fiore dei parassiti

Il numero di questi individui cresce continuamente, tanto da arrivare a formare un’intera classe: la classe dei rentiers. Questo strato della borghesia, benché non costituisca una classe sociale nel senso specifico della parola, ma piuttosto un gruppo con proprie caratteristiche all’interno della borghesia capitalistica, possiede tuttavia alcuni elementi peculiari che lo contraddistinguono e che derivano dalla sua “psicologia sociale”.
Lo sviluppo delle società per azioni e delle banche, l’influenza crescente della borsa, allargano questo strato sociale e nello stesso tempo lo rafforzano. La sua attività economica si esercita principalmente al livello della circolazione, soprattutto di titoli e valori, nelle transazioni di borsa.
È significativo il fatto che all’interno di questo strato sociale, che vive di ciò che questi valori rendono, esistano tuttavia diverse sfumature; il caso limite è rappresentato da quegli elementi che si trovano fuori non solo della produzione, ma anche dallo stesso processo di circolazione.
Sono anzitutto i possessori di valori a interesse fisso: titoli di Stato, obbligazioni di vario genere, ecc.; in secondo luogo quanti hanno investito la loro fortuna in beni fondiari, dai quali ricavano rendite sicure e durevoli.
                                                 
                                                N.Bukharin, “L’economia politica del rentier”, 1914

18.12.14

Anonimi militanti

 
"La Rivoluzione non ha bisogno nè di eroi nè di martiri ma di anonomi militanti"
                                                                                                                               Lenin

14.12.14

Es criminal..

"Es criminal no enseñar la auto defensa a un pueblo que es víctima constante de ataques brutales..."
                                                                                                                         Malcolm X

3.10.14

Libertà

"Libertà del volere non significa altro perciò che la capacità di poter decidere con cognizione di causa. Quindi quanto più libero è il giudizio dell'uomo per quel che concerne un determinato punto controverso, tanto maggiore sarà la necessità con cui sarà determinato il contenuto di questo giudizio; mentre l'incertezza poggiante sulla mancanza di conoscenza, che tra molte possibilità di decidere, diverse e contraddittorie, sceglie in modo apparentemente arbitrario, proprio perciò mostra la sua mancanza di libertà, il suo essere determinato da quell'oggetto che precisamente essa doveva dominare. La libertà consiste dunque nel dominio di noi stessi e della natura esterna fondato sulla conoscenza delle necessità naturali: essa è perciò necessariamente un prodotto dello sviluppo storico..."

                                                                               Friedrich Engels,  "Antidühring"

16.9.14

"Partiti di massa"

Pubblichiamo uno scritto di Danilo Mannucci, di cui abbiamo parlato nello scorso numero di questo giornale, inviatoci dal figlio Giuseppe. Danilo Mannucci è stato un militante comunista rivoluzionario, perseguitato dal fascismo, fondatore della CGL rossa, segretario della Camera del lavoro di Salerno; espulso dal PCI, aderì alla frazione ed al PCInt. Il periodo in cui venne redatto questo scritto (tra la fine del 1944 e l'inizio del 1945), vede l'Italia divisa tra un Centro-nord occupato dalle truppe tedesche (con il sostegno della fascista Repubblica di Salò), ed un Sud in mano agli Alleati, i quali si appoggiano sulla politica collaborazionista e borghese dei "partiti di massa", a capo della Resistenza. Tra di essi si distinguono la DC, il PCI ed il PSI, che vedono accorere tra le loro fila numerosi "nuovi aderenti", alla ricerca di ciò che descrive con efficacia Danilo Mannucci. E' il solito sport nazionale del "salto sul carro del vincitore", che vedrà nell'Italia repubblicana l'emergere di una vera e propria "scuola", popolata da personaggi molto più squallidi, profittatori, arraffoni e cialtroni di quelli a cui si riferisce Mannucci. Se da questo punto di vista potremmo dire: "il buon Danilo non poteva immaginare dove saremmo arrivati", è comunque significativo il fatto che nell'articolo si mettano in primo piano degli altri aspetti, di cui un partito rivolozionario non può far finta di nulla: 1) la necessità della ricerca di una adesione di massa genuina e non fittizia (tenendo presente che il concetto di "massa" varia col variare della situazione); 2) tale adesione "non s'improvvisa, ma si prepara" se si vuole veramente costruire qualcosa di serio, e non l'ennesimo partito-burletta destinato ad essere spazzato via al primo cenno di reazione. Insegnamenti per l'oggi e per il domani. Un caro saluto a Giuseppe Mannucci, che è anche autore del libro che narra la militanza del padre.

Bisogna essere tali ad ogni costo! Anche quando la massa, o almeno la parte più evoluta e politicamente cosciente di questa massa ci sfugge di mano, dobbiamo restare a qualsiasi costo... partito di massa! Nascondendo le lacune, colmando i vuoti; rimpiazzando coloro che s'allontanano con elementi eterogenei e non sempre ... illibati, spalancando larghe le porte a chi vuole entrare, senza scendere a sottigliezze personali e scandali del passato. Tanto, la camicia nera non è più di moda, e il resto non conta! Quello che conta è invece il numero. Certi libelli politici, così maestri nel falsare la verità e la storia, annunzieranno pomposamente che a Forlimpopoli il partito conta 15mila aderenti, o che ne conta 50mila a Villalunatica. E artificiosamente si crea per sé stessi e per gli altri la leggenda burlesca dei potentissimi "partiti di massa". E, nel fenomeno dell'autosuggestione, ci s'illude illudendo la platea.
Ma quale massa, eterni buffoni? Esaminiamo bene da vicino questa turba che corre al partito come correva al rifugio sotto la minaccia dei bombardamenti aerei. Esaminiamola bene, e cerchiamo di estrarne tutte le deduzioni dovute. La stragrande maggioranza di questi affannatissimi individui cerca la tessera solo per due motivi: di carattere politico, il primo, di carattere economico, il secondo.
Nel primo di questi motivi la tessera d'iscrizione a questi legalissimi partiti serve per far dimenticare un passato vergognoso e non scevro di macchie, ed insinuarsi nei posti di prima fila grazie a certe doti individuali che "umilmente" vengono messo al servizio di questo "ideale" fiorito all'ultimo minuto. Ed innalzandosi al di sopra delle sofferenze dei vecchi, noi vediamo certi individui che han così bene appoggiato il nefasto regime fascista, quando non ne furono parte integrante, arrogarsi un indiscutibilissimo diritto di primato e proporre persino l'espulsione a vecchi e provati elementi di partito. Il passaggio, d'altra parte, è semplicissimo. Basta cambiar la parola "camerata" con quello di "compagno". Il resto va da sé! Nel secondo di questi motivi è la massa amorfa, digiuna di ogni concezione ideologica, sfiduciata da un triste esperimento ventennale così miseramente fallito, tradita e calpestata nei suoi diritti da una prepotenza che la tenne "massa schiava" per tanto tempo e che, conscia solo dell'importanza che assumono certi partiti oggi (specie il partito comunista), ravvisano in questi i sostituti del fascismo, e corrono a cercare la tessera, pensando con la medesima di potersi mantenere o procacciare l'impiego, oppure di risolvere certe questioni di carattere economico divenute oggi d'imperiosa necessità. Nell'uno e nell'altro caso, assenza completa di idealismo o anche di semplice concezione politica, ma in compenso arrivismo, paura del domani, convenienza personale, necessità o supposta necessità familiare, ecc.,
Ed è questa la massa che voi oggi accogliete per riformare i partiti? Sono questi i nuovi gregari ai quali voi spalancate larghe le porte per poter giustificare le strombazzate cifre dei vostri gazzettini? O non sono piuttosto dei gruppi belanti ed incoscienti che ricercano nel partito la greppia ed il pascolo per risolvere unicamente la questione della pancia? Siamo logici, ma sopratutto anche onesti!
Il partito di massa non esiste ancora poiché voi non siete stati capaci di crearlo. Non s'improvvisano di colpo i grandi partiti rivoluzionari se non si forma prima una coscienza ideologica o politica a questa stessa massa che si vuole attirare. Se poi vogliamo semplicemente appagare l'ambizione limitandoci ad essere "numero", ebbene, noi formeremo un partito sulla carta, ma all'atto pratico niente avremo fatto di concreto.
Basterà un piccolo cenno di reazione e noi vedremo questa stessa massa scompaginarsi e frantumarsi avanti l'urto iniziale, poiché la storia c'insegna che le lotte rivoluzionarie non s'improvvisano; ma si preparano. Sono dunque questi i partiti di massa che voi riformate per la lotta del domani? O il vostro recondito scopo non è piuttosto quello di mantenere le turbe ancora incoscienti ed addormentate, poiché non potete, in forza di concordati stipulati, incamminarle sulla via di quella rivoluzione dalla quale vi distanziate ogni giorno di più?
Alla storia il compito di scrivere la verità! Ed il mondo saprà domani discernere chi tradì e chi servì il proletariato.

                                                                                                Danilo Mannucci

(da "Pagine Marxiste" n.36 luglio/agosto 2014)

17.8.14

Perù, dìa de los ninos

 
Recalcitran los días que en aplaudo pasaron
descalzo los caminos sin ningún preocupar
cubitos en lejano mirar, sin sonrojar
que no vitorean maldades ni diferencias.

Crespos rollizos están en sus tiernas miradas
que con inocentes rutinas diversifican
y pegan los pliegues al echar sueños volar
con libros, trompos, muñecas o jícaras arcillas.
Papel, trapo, plástico, soga, madera o metal
y el divertido ¡Ampay…! corriendo en adrenalina
tácito, el alegre pregonar con llanto al revés
¡Niños que en curso, alegrías habrán de mutar...!
Quaker, sopa y verduras resisten apetitos
resfríos y malestares alarman la vida.
Culpa no tenés si el cultivador humano huyo
dejándote a las derivas, manando niño hombre…
Hoy la tecnología juega en dedos y mente
y visión ataca, poniéndote futuros sueños
porque los siglos no dejan las guerras ni las hambres
olvidándose de lo niño, que se lleva dentro.

                                                                G. Salomón García C.

8.6.14

Guerreras

“Hermosa por que ríes,
hermosa por que lloras,
hermosa por que sientes,
hermosa por que defiendes,
jamas sumisa hermosa libertaria,
jamas callada hermosa luchadora,
pues en tu piel esta la fuerza,
fuerza que empuja revolucionaria,
en tu sonrisa hermosa esta el fuego,
que enciende el animo de las masas indignadas,
siempre hermosa mujer, jamas sumisa,
siempre seras rebelde libre, linda y loca.”

7.3.14

Julhaym

 
A ti guerrilera
de mil luchas,
te entrego en
tus manos
esta rosa roja.
Por que en tus
manos nacerán 
millones de
Capullos rojos.

                                                                             Alex Pimentel

14.12.13

"E' dappertutto attorno a noi!"

 
 (...)"Quale sfinge di cemento e alluminio gli ha spaccato il cranio e ha mangiato
i loro cervelli e la loro immaginazione?
Moloch! Solitudine! Sporco! Bruttezza! Ashcan e dollari irraggiungibili!
Bambini urlanti sotto trombe delle scale! Ragazzi che gemono negli eserciti!
Vecchi che piangono nei parchi!
Moloch! Moloch! Incubo di Moloch! Moloch il senza amore! Moloch
Mentale! Moloch il grande giudicatore di uomini!
Moloch il carcere incomprensibile! Moloch prigione senz'anima ossa in croce
e Congresso di dolori! Moloch i cui edifici sono sentenze!
Moloch la vasta pietra della guerra! Moloch i governi
stupefatti!
Moloch la cui mente e' puro meccanismo! Moloch il cui sangue e' denaro
che corre! Moloch le cui dita sono dieci eserciti! Moloch il cui petto
e' una dinamo cannibale! Moloch il cui orecchio e' una tomba fumante!
Moloch i cui occhi sono mille finestre schermate! Moloch i cui grattacieli
si ergono nelle lunghe strade come innumerevoli Geova! Moloch le cui
fabbriche sognano e stridono nella nebbia! Moloch i cui fumaioli e
antenne coronano le citta'!
Moloch il cui amore e' infinito olio e pietra! Moloch la cui anima e' elettricita'
e banche! Moloch la cui poverta' e' lo spettro del genio! Moloch
il cui destino e' una nuvola di idrogeno asessuato! Moloch il cui nome e' la
Mente!
Moloch nel quale siedo solitario! Moloch nel quale sogno Angeli! Pazzia nel
Moloch! Bocchinaro nel Moloch! Senzamore e senzauomo nel Moloch!
Moloch che e' penetrato presto nella mia anima! Moloch nel quale sono coscienza
senza corpo! Moloch che mi ha terrorizzato via dalla mia estasi naturale!
Moloch che io abbandono! Svegliati Moloch! Luce che urla dal cielo!
Moloch! Moloch! Appartamenti robot! sobborghi invisibili! tesori di scheletri!
capitali cieche! manifatture diaboliche! nazioni spettrali! manicomi 
invincibili! cazzi di granito! bombe mostruose!
Si sono rotti la schiena per sollevare Moloch al Cielo! Pavimenti, alberi, radio,
tonnellate! sollevando la citta' al Cielo che esiste ed e' dappertutto attorno a noi!
Visioni! presagi! allucinazioni! miracoli! estasi! portati via dal fiume americano!
Sogni! adorazioni! illuminazioni! religioni! l'intero bastimento di stronzate emotive!
Cambiamenti radicali! al fiume! capriole e crocifissioni! via con la corrente!
Esaltazioni! Epifanie! Disperazioni! Suicidi e grida di animali di dieci
anni! Menti! Nuovi amori! Generazione ribelle! giu' sugli scogli del Tempo!
La benedetta risata autentica nel fiume! L'hanno vista tutti! gli occhi selvatici! le benedette grida!
Hanno dato l'addio! Sono saltati dal tetto! nella solitudine! facendo ciao!
portando fiori! Giu' nel fiume! nella strada!"(...)

                                                                                                   Allen Ginsberg

23.8.13

"il bastone delle guardie, le prigioni e i codici penali"

"Ho ferma speranza di trovare un buon lavoro, poiché un mio amico, un vecchio piemontese, fa il possibile per procurarmelo. In campagna acquistai salute e forza. Dico campagna, ma il paese dove lavoro conta 30.000 anime. Ha la biblioteca pubblica, la scuola superiore e scuole serali, numerosi parchi e laghetti lo circondano. (…) Ho patito molto a trovarmi in mezzo a gente straniera, indifferente e talora ostile. Ho dovuto soffrire delle ingiurie e scherni da gente che se avessi saputo una decima parte di inglese di quanto so l’italiano, l’avrei messa nella polvere.

Qui la giustizia pubblica è basata sulla forza e sulla brutalità, e guai allo straniero e in particolare l’italiano che voglia far valere la ragione con mezzi energici; per lui ci sono il bastone delle guardie, le prigioni e i codici penali."

                                  Bartolomeo Vanzetti (Lettera alla sorella, 12 gennaio 1911)

22.8.13

Trecento per cento

Il capitale aborra la mancanza di profitto o il profitto molto esiguo, come la natura aborre il vuoto. Quando c’è un profitto proporzionato, il capitale diventa audace. Garantitegli il dieci per cento e lo si può impiegare dappertutto; il venti per cento e diventa vivace; il cinquanta per cento e diventa veramente temerario; per il cento per cento si mette sotto i piedi tutte le leggi umane; dategli il trecento per cento, e non ci sarà nessun crimine che esso non arrischi, anche pena la forca. Se il tumulto e le liti gli portano profitto, esso incoraggerà l’uno e le altre.
 
                                                                                                           Karl Marx 
 

7.8.13

"Ci chiamano ladri e banditi"



Il mio nome è Assata Shakur (nome da schiava joanne chesimard), e sono una rivoluzionaria. Una rivoluzionaria Nera. Ciò significa che ho dichiarato guerra a tutte le forze che hanno violentato le nostre donne, castrato i nostri uomini e tenuto i nostri bambini con lo stomaco vuoto. Ho dichiarato guerra ai ricchi che prosperano sulla nostra povertà, ai politicanti che ci  mentono coi volti sorridenti, a tutti i robot senza cuore e cervello, che proteggono loro e le loro proprietà.
Sono una rivoluzionaria nera, e, come tale, sono una vittima di tutta l'ira, l'odio e l'infamia di cui l'Amerika è capace. Così come tutti gli altri rivoluzionari neri, l'Amerika sta cercando di linciarmi. (...)

L'aspettativa di vita per le masse nere è molto più bassa di quella dei bianchi, loro fanno del loro meglio per ucciderci prima di essere nati. Noi siamo bruciati vivi in ​​case popolari-trappola. I nostri fratelli e sorelle muoiono quotidianamente di eroina e metadone. I nostri bambini muoiono per avvelenamento da piombo. Milioni di persone di colore sono morte a causa di cure mediche indecenti. Questo è omicidio. (...)

Il novanta per cento della popolazione carceraria in questo paese è nera assieme a persone provenienti dal Terzo Mondo che non possono permettersi né cauzioni né avvocati. Loro ci chiamano ladri e banditi. Dicono che rubiamo. Ma non lo era chi ha rubato milioni di persone di colore dal continente africano? Siamo stati derubati del nostro linguaggio, dei nostri Dei, della nostra cultura, della nostra dignità umana, del nostro lavoro, e delle nostre vite. Ci chiamano ladri, eppure non siamo noi che rubiamo milioni di dollari ogni anno attraverso evasioni fiscali, cartelli illegali, appropriazione indebita, frodi ai consumatori, tangenti, speculazioni e truffe. Ci chiamano banditi, eppure ogni volta che le persone nere percepiscono il loro salario siamo noi che siamo derubati. Ogni volta che entriamo in un negozio nel nostro quartiere accade lo stesso. E ogni volta che paghiamo l'affitto il padrone di casa ci infila una pistola tra le costole.

Loro ci chiamano ladri
, ma noi non abbiamo rapinato e ucciso i nativi cacciandoli dalla loro patria, per poi chiamare noi stessi pionieri. Ci chiamano banditi, ma non siamo noi che stiamo depredando l'Africa, l'Asia e l'America Latina delle loro risorse naturali e dellla libertà, mentre le persone che vi abitano sono malate e affamate. I governanti di questo Paese e i loro tirapiedi hanno commesso alcuni dei più brutali crimini feroci della storia. Sono loro i banditi. Sono loro gli assassini. E dovrebbero essere trattati come tali. Questi maniaci non possono essere adatti a giudicarmi, o Clark, o qualsiasi altra persona nera sotto processo in Amerika. La gente di colore dovrebbe, e inevitabilmente, deve determinare il proprio destino. Ogni rivoluzione nella storia è stato fatta da azioni, sebbene anche le parole sono necessarie. Dobbiamo creare scudi che ci proteggano e lance che penetrano i nostri nemici. I neri devono imparare a lottare con la lotta. Dobbiamo imparare dai nostri errori. (...)

Dobbiamo difendere noi stessi e non permettere a nessuno di mancarci di rispetto. Dobbiamo ottenere la nostra liberazione con ogni mezzo necessario. E' nostro dovere combattere per la nostra libertà. E' nostro dovere vincere. Bisogna amarsi e sostenersi a vicenda. Non abbiamo nulla da perdere se non le nostre catene.

                                                    Assata Shakur  (Alla mia gente, 14 luglio 1973)

5.8.13

"Quiero abrir nuevos soles"

(...)
No sé que pasará conmigo y mis
hermanos en la lucha,
pero supe vivir y morir como
hombre digno,
queriendo respetar y salvar al que
todo lo sufre,
quiero abrir nuevos soles salvadores.
El final de la historia lo dirán
mis compañeros
arriba, abajo, encima de la historia
y contarán a mis hijos
historias verdaderas,
y para siempre vivirá la esperanza

                                                                                                      Javier Heraud

4.8.13

"I cacciatori di lavoratori sono fuori dal loro tempo"

La borghesia vuole la pace? Che si converti  in classe operaia! Vogliono la pace coloro che sono l'autorità? Non hanno che da togliersi i loro vestiti e prendere, da uomini, il piccone e pala, l'aratro e la zappa!
Perché finché ci sarà disuguaglianza, mentre pochi lavorano per altri che consumano, finché esisteranno le parole borghesia e plebe, non ci sarà pace: ci sarà guerra senza tregua, e la nostra bandiera, la bandiera rossa del popolo, continuerà a sfidare i proiettili nemici, sostenuta dagli eroi al grido di: «¡Viva Tierra y Libertad!»
In Messico, le rivoluzioni politiche sono passate alla storia. I cacciatori di lavoratori sono fuori dal loro tempo. I lavoratori coscienti non vogliono più parassiti. I governi sono parassiti, per questo gridiamo: Morte al governo!
Compagni: salutiamo la nostra bandiera. Non è la bandiera di un solo paese, ma di tutto il proletariato. Contiene tutti i dolori, tutte le torture, tutte le lacrime, così come tutta la collera, tutte le proteste, tutta la rabbia degli oppressi della Terra.
Ma questa bandiera non porta con sè solo dolore e collera; è un simbolo di rinnovata speranza per i poveri, in essa è contenuto un mondo tutto nuovo per i ribelli.
Nelle sue umili dimore, il lavoratore accarezzando la testa dei suoi figli sognando entusiasto che queste creature una vita migliore di quella finora vissuta; non ci saranno più catene; non avranno più bisogno di vendere le loro braccia al ladro borghese, né di rispettare le leggi della classe parassitaria, né gli ordini dei mascalzoni che si fanno chiamare autorità.

                                                                                                   Ricardo Flores Magón

18.7.13

L'unica vera ragione di vita



                                                      Frida Kahlo - Moses (1945)

20.4.13

Antichi tamburi di guerra stanno battendo nel mio cuore

Io sono, e lo sono sempre stato, una persona pacifica.
Cerco di seguire i passi dei miei nonni. Ma quando vedo il potere dell'uomo bianco mi accorgo che è difficile conservare le vecchie usanze.
L'uomo bianco cammina sulla luna. Sbarra i canyon, devia i fiumi, mutando il loro corso per ottenere ciò che vuole. Ha costruito laghi dove prima non ce n'erano. Vola più in alto degli uccelli ed è più rapido del vento. Può prendere gli occhi da un uomo morto e metterli a un cieco per farlo vedere. Può anche estrarre il cuore di un uomo e darlo a un altro.
I nativi americani sono come un albero. Durante la nostra primavera e la nostra estate eravamo forti e belli. Poi arrivarono gli europei, per noi fu l'autunno. Più tardi con l'arrivo delle riserve, giunse il nostro inverno. Di ciò che eravamo è rimasto solo un ramo secco e fragile.
Ma le nostre radici erano forti. Abbiamo cominciato a raccogliere le nostre forze per ricrescere. Qualche nuova foglia è spuntata, come ad Alcatraz, come l'occupazione del BIA e Wounded Knee. E' ancora troppo presto in questa primavera del mondo dell'uomo bianco per noi, e queste foglie, aggrappate tenacemente alla loro nuova libertà, si gelano, appasiscono e muiono.
Ma la loro breve vita ha dato alle radici una speranza più forte e profonda. Nascono altre foglie, e un giorno le foglie vivranno. Poi ne spunteranno altre, e finalmente la pianta, noi nativi americani, sarà di nuovo alta, bella e forte. Come ho detto, sono una persona pacifica. Ma antichi tamburi di guerra stanno battendo nel mio cuore.

                                                              Joseph Blue Sky, 1974 Fort Defiance, Arizona
                                              

1.4.13

Abbiamo visto il futuro

Una volta che il cambiamento sociale è cominciato, non può essere invertito. Non puoi ineducare la persona che ha imparato a leggere. Non puoi umiliare la persona che si sente orgogliosa. Non puoi opprimere il popolo oppresso che non ha più paura. Abbiamo visto il futuro, e il futuro è nostro.

                                                                                                 César Estrada Chávez

20.3.13

Many different nations just one class

Ogni centro industriale e commerciale in Inghilterra possiede ora una classe operaia divisa in due campi ostili, i proletari inglesi e i proletari irlandesi. L'operaio inglese medio odia l'operaio irlandese come un concorrente che abbassa il suo livello di vita. Rispetto al lavoratore irlandese egli si sente un membro della nazione dominante, e così si costituisce in uno strumento degli aristocratici e dei capitalisti del suo paese contro l'Irlanda, rafforzando in questo modo il loro dominio su lui stesso. Si nutre di pregiudizi religiosi, sociali e nazionali contro il lavoratore irlandese. La sua attitudine verso di lui è molto simile a quella dei poveri "bianchi" verso i "neri" degli antichi Stati schiavisti degli Stati Uniti d'America. L'Irlandese gli rende la pariglia, e con gli interessi. Egli vede nell'operaio inglese nello stesso tempo il complice e lo strumento stupido del dominio inglese sull'Irlanda.
Questo antagonismo è artificialmente mantenuto e intensificato dalla stampa, dagli oratori, dalle caricature, in breve da tutti i mezzi di cui dispongono le classi dominanti. Questo antagonismo è il segreto dell'impotenza della classe operaia inglese, a dispetto della sua organizzazione. E' il segreto grazie al quale la classe capitalista mantiene il suo potere. E questa classe ne è perfettamente cosciente.

                                                        Lettera di K. Marx a S. Meyer e A. Vogt, 9/4/1870

12.3.13

Assemblea in Louisiana

 
Nel corso del viaggio [1912], attraversai il Tennessee, il Kentucky, le regioni meridionali dell'Ohio e dell'Indiana, fino a Chicago. A Chicago, presi accordi per dirigermi a Sud, nella Louisiana, nell'Arkansas e nel Texas, e incontrarmi con i boscaioli di quegli stati; in quei giorni la Timber Worker's Union stava tenendo un'assemblea ad Alexandria, in Louisiana. Sapevo che i taglialegna e gli operai di fabbrica di quella regione erano sia Bianchi che Neri, e quando arrivai alla sala delle riunioni di Alexandria, fui sorpreso nel non vedere alcun Nero tra i convenuti. Quando chiesi la ragione, mi spiegarono che in Louisiana c'era una legge che proibiva riunioni comuni di Bianchi e Neri, e così i lavoratori di colore si erano riuniti in un'altra sala. Dissi all'uditorio: << Lavorate insieme nelle stesse fabbriche. A volte, un Nero ed un Bianco abbattono insieme lo stesso albero. Vi riunite ora in un'assemblea per discutere delle condizioni in cui lavorare. Ma come ci si può riunire in modo serio, votando mozioni qui e poi facendole avere all'altra sala, perchè i Neri ne prendano visione e agiscano di conseguenza?! Perché non ci rendiamo conto di ciò? Perché non chiamare i lavoratori neri qui, in questa assemblea? Se è contro la legge, bene, questa è una delle occasioni in cui la legge va infranta >>. Senza il benché minimo mormorio di disapprovazione da parte di nessuno, i lavoratori neri furono chiamati a partecipare ai lavori. L'assemblea mista andò avanti in modo ordinato, e quando si trattò di eleggere i delegati alla succcessiva assemblea degli IWW, furono scelti sia Bianchi che Neri.

                                                           Big Bill Haywood (autobiografia, ed. Iskra 1977)